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YSL, un ribelle molto borghese

11.01.2016 18:03

Recentemente ho visto il film - molto bello - "Yves Saint Laurent" - dedicato a questo stilista e ho capito che il suo spirito ribelle ha incarnato nel mondo dell'alta moda e del lusso, il fermento sociale che ha caratterizzato il '68 e gli anni successivi. 

Come ho detto più volte, i fenomi sociali e la moda sono legati a doppio filo e si contaminano a vicenda!

IL SUO PROFILO DI STILISTA

Nato in Algeria da una famiglia borghese molto agiata, era venerato dalla madre che ha influenzato con gli abiti che indossava, l'estetica dei futuri abiti dello stilista.

Nel primo periodo della sua carriera andò a lavorare da Christian Dior che trovò i bozzetti disegnati da YSL molto affini ai suoi. In breve riuscì ad assorbire lo stile Dior ma lo rielaborò con il proprio intuito personale rendendolo meno costruito, più giovane e più morbido.

Nel 1957 Dior morì di infarto e YSL divenne direttore creativo della Maison Dior a soli 21 anni. Una responsabilità enorme!! Pensate che alla fine degli anni '40 Dior deteneva il 75% delle esportazioni della moda francese nel mondo. 

YSL sapeva cosa volevano indossare le donne ricche e alla moda e le sue creazioni interpretarono lo spirito francese e parigino.

LE SUE COLLEZIONI

Le sue linee d'abiti avevano spesso un nome: la sua prima collezione si chiamava "trapèze" per la forma dei suoi abiti, costruiti con tessuti pesanti, da uomo, ma con linee nuove, trapezoidali appunto.

YSL era considerato il "bad boy", il ragazzo cattivo della moda francese.

Conciliò l'alta moda con la "street fashion" trasformando la moda di strada con il suo tocco, in "street chic". Ad esempio si ispirò ai "blouson neri" dei teppisti della Rive Gauche parigina e  partendo da questi, creò con materiali di lusso - come il coccodrillo e visone - una linea dal nome "beat", capi d'abbigliamento visti come una traduzione di abiti indossati da tipi poco raccomandabili... Nella collezione "beat" predominavano i "chiodi" neri di pelle, i pantaloni a zampa di elefante e i dolce vita. Erano molto chic ed ebbero un successo incredibile.

Male si conciliavano però con il concetto della moda della Maison Dior. L'occasione del distacco tra YSL e Dior nacque quando la Maison non impedì che lo stilista venisse arruolato per combattere in Algeria nella guerra di indipendenza di questo paese e così a 24 anni, YSL dovette partire. Il ragazzo era però assolutamente inadatto alla vita militare e resistette solo 20 giorni. Poi fu ricoverato nel reparto psichiatria di un ospedale militare e sottoposto a dosi massicce di farmaci che crearono la sua dipendenza dai narcotici negli anni successivi. 

Fu licenziato dalla Maison Dior ma fece loro causa, la vinse, e con i soldi ricavati fondò la sua casa d'alta moda.

I suoi abiti divennero l'emblema degli anni '60. La sua collezione  "Mondrian" si ispirava ai quadri del celebre pittore e venne copiata dal mercato di massa. il suo interesse per l'arte, sia come collezionista che come stilista, si nota nella scelta dei colori e dei tessuti.

Già con la collezione "trapezio" YSL aveva rivisitato la moda maschile in chiave femminile ma il suo capo d'abbigliamento icona fu lo smoking da donna. Negli anni '60, lo stilista sdoganò definitavamente i pantaloni che erano già stati indossati dalle donne negli anni '20 e '30 ma che nel periodo della guerra vennero associati alle operaie nelle fabbriche e quindi non trovarono l'approvazione dell'alta moda.

D'altra parte ci si avvicinava al '68, alle barricate e alle contestazioni e in questo quadro sociale, il tailleur pantalone entrò di diritto nel guardaroba delle donne.

LA RIVE GAUCHE

L'occhio attento di YSL per la "street fashion" si concretizzò nelle sue boutique "Rive Gauche" e fu aperta a Parigi una boutique di "pret à porter" distinta dall'alta moda. 

Mentre la Rive Droite era molto borghese, la Rive Gauche della Senna ospitava artisti, scrittori e l'intellighenzia francese. Era una zona legata al movimento "beat" e al movimento esistenzialista. Era il posto più "in" del mondo, il centro del mondo e YSL c'era. 

Qui la gente vestiva in modo eterogeneo e YSL prese spunto da ciò che tutti indossavano e, come dicevo nel paragrafo dedicato alle sue collezioni, ne fece una versione più lussuosa e raffinata.

La musa di "Rive Gauche" fu Catherine Deneuve che nel film "Bella di giorno" - vestita YSL - impersonò la donna trasgressiva mascherata da donna dell'alta borghesia.

YSL fu il primo a far sfilare le modelle di colore e fu il precursore dello stile multietnico.

Rappresentò una sveglia per la moda francese dell'epoca!!