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Tom il Texano

04.04.2016 17:02

CI VOLEVA UN TEXANO PER RIDARE SMALTO AD UN MARCHIO ITALIANO....

Gucci, prestigiosa azienda con impronta artigianale nella produzione di borse, all'inizio degli anni '90 era considerato un marchio sorpassato: le borse interessavano poco, non avevano un ampio mercato come oggi, non erano oggetti CULT e la Maison non produceva pret à porter. Oltre ad avere poco appeal commerciale, la società era lacerata da conflitti familiari tanto che Maurizio Gucci fu assassinato dalla moglie, poi finita in carcere.

Come mai TOM FORD arrivò a Milano per diventare direttore creativo di Gucci?

Nato in Texas, lo stilista si trasferì all'eta' di 7 anni nel New Mexico, a Santa Fè, una città impregnata di colore e di grandi differenze etniche. Successivamente ando' a vivere in California dove lavorò come attore ma soprattutto come indossatore in diverse campagne pubblicitarie. Le atmosfere californiane degli anni '70' influenzeranno il suo stile e troveranno spazio nelle sue collezioni.

Fece tappa a Parigi e a New York ma proprio da New York fuggì agli inizi degli anni '90. A New York in quegli anni si era diffuso l'AIDS e nella comunità gay - alla quale Tom apparteneva -  lo stato d'animo era tendente al nero. Tom Ford decise di vivere a Milano e qui entrò da Gucci e puntò subito alla riconquista dell'IMMAGINE del brand.

La collezione P/E del 1996 fu la prima firmata Tom Ford e nei capi che sfilavano si videro i pantaloni a vita bassa - già presenti nella moda californiana anni '70 - con magnifiche cinture che mettevano in primo piano la doppia G simbolo di Gucci. La donna che voleva rappresentare era sicura di sè, intelligente, sexy ma non dipendente dall'abito che indossava.


Campagna pubblicitaria F/W 1995: Gucci/Mario Testino/Amber Valletta

DIRETTORE CREATIVO MA NON SOLO

Il lavoro che Tom Ford faceva per Gucci non si limitava alla creazione di abiti ma lo stilista curava anche la parte commerciale. Aveva un fiuto per il marketing e per le dinamiche che governano la crescita di un brand.

Nelle campagne pubblicitarie, curate dal celebre fotografo MARIO TESTINO, per presentare i capi donna e uomo di Gucci creava situazioni stile anni '70, trasgressive, sensuali, basate sull'estetica e sul glamour. I suoi canoni.

Dopo l'entrata di Tom Ford nel gruppo Gucci, le entrate di capitale erano raddoppiate!! 

Tom possedeva quote importanti nella società che aveva completamente rilanciato anche nel mondo del pret à porter, ma Gucci venne venduta al Gruppo Pinault Printemps Redoute e Tom Ford lasciò dopo una serie di contrasti. 

L'ABBIGLIAMENTO MASCHILE E LA PARENTESI DA REGISTA

Tom Ford si concentrò per un periodo della sua carriera sull'abbigliamento maschile e collaborò con il marchio di Ermenegildo Zegna, produttore italiano di moda uomo di elevatissima qualità. Interpretò il glamour al maschile e vestì l'attore Daniel Craig nel film di 007 "Quantum of Solace".

Tutti si aspettavano che  tornasse alla moda femminile ma lui decise di dedicarsi ad un altro mondo, quello della regia e e fondò una casa di produzione cinematografica. Il suo primo film come regista fu "A single man" con Julianne Moore e Colin Firth che per questo film ottenne la nomination all'Oscar e vinse la Coppa Volpi a Venezia.

Ford come direttore creativo nella moda, aveva sempre avuto un ruolo da regista: oltre a disegnare l'abito, creava il personaggio, l'ambiente e la storia da raccontare. Hollywood e la regia furono il suo approdo naturale.

IL MARCHIO TOM FORD

Tom Ford amava tantissimo il suo lavoro, seguiva personalmente i suoi progetti e decise di creare un marchio proprio, indipendente, che nessuno potesse cedere alle multinazionali. Per aprire 2 boutique, vendette un autoritratto di Andy Warhol!!

Nel 2010 tornò al mondo della moda femminile e presento' la sua collezione in un ambiente piccolo, aperto solo a pochi fotografi internazionali. Mentre altri stilisti trasmettevano le loro sfilate in streaming per allargare la platea, Tom Ford limitava la visione, la blindava in un mercato ormai saturo di abbigliamento donna. Fu una strategia vincente, anche se bisogna dire che  le sue collezioni sono veramente per "poche fortunate"...

In un decennio ha creato un impero - abiti donna, uomo, accessori, occhiali, cosmesi - che altri hanno realizzato in 50 anni.

E' sempre presente sulla scena con un incredibile senso di marketing!